EUROPA E MIGRANTI
domenica 22 maggio 2016
CLASSE I B Cari Europei
Cari Europei vi chiedo scusa,
nel mio Paese c'è la guerra,
nel mio paese c'è la fame,
voglio per questo venir da voi in Europa.
Cari Europei vi chiedo scusa,
la mia famiglia voglio salvar,
per questo, asilo da voi domando ora
non dite no, non siate razzisti.
Cari Europei vi chiedo scusa,
e poi vi dico
che se foste voi nei panni nostri
e noi nei vostri
in gran numero vi accoglieremmo.
Cari Europei, vi chiedo scusa,
i soldi nel mondo nostro non sono tutto,
senza speranza,qui ve lo dico, non c'è più vita.
di Mattia C.
martedì 3 maggio 2016
CLASSE II B European Union
After World War II, many European countries wanted to work together to maintain peace. The result was the European Union. In fact Belgium, France, Italy, Germany, Luxembourg and the Netherlands signed a trade agreement called the ‘Treaty of Rome’. This was the start of European Union in 1957. Today the European Union is a group of 28 European countries. The flag of the European Union is blue with twelve yellow stars in a circle. The Eurozone is a group of 17 European countries that use the euro as their money and it is created in 2002. The United Kingdom is a part of the EEC, but it isn’t in the Eurozone because it doesn’t use the euro. The first countries in the European Union were: Belgium, France, Italy, Germany, Luxembourg and the Netherlands. Brussels is the capital of the EU and the home of the European Parliament that makes laws for Europe.
di Aurora D. II B
domenica 1 maggio 2016
CLASSE II B LA PACE DI CORSA 2016
LA
PACE DI CORSA 2016
di Margherita II B

Carolina ci ha spiegato che ogni
partecipante dovrà trovare degli sponsor, cioè dei sostenitori
-finanziatori che si impegnino a versare piccoli contributi
economici, sulla base dei nostri giri di campo. In pratica noi
partecipanti dovremo fare più giri possibili del campo di Villa
Gentile e gli sponsor pagheranno una cifra per ogni giro effettuato.
Terminata la spiegazione, Carolina ci
ha detto che la Caritas ha messo quest’anno al centro del progetto
il viaggio migratorio. Per questo ci ha presentato un giovane profugo
afgano, di cui non ricordo il nome. Questo ragazzo ci ha raccontato
il suo terribile viaggio, durato un anno, senza
documenti,dall'Afghanistan, in guerra da 35 anni, all'Italia,
lasciando in patria la mamma e un fratello piccolo. Quando scelse di
partire, affidandosi ai trafficanti di esseri umani, questo ragazzo,
appartenente a una famiglia benestante del suo paese, aveva solo 15
anni, ora ne ha 22.
Se fosse rimasto in Afghanistan
probabilmente- ci è stato detto, sarebbe stato ucciso come suo
padre, da gente senza scrupoli, per portargli via l’eredità del
genitore.
Il viaggio del giovane profugo fu lungo
e pericoloso , oltre che faticosissimo. Un vero e proprio
incubo.Viaggiò anche a piedi, dovendo spesso correre, ma
soprattutto nascosto sui camion, ma anche nel bagagliaio di un’
auto. Scalò pure montagne, anche, una volta, sotto una tormenta di
neve. Dall’Iran,dove rimase per un lungo periodo, raggiunse la
Turchia, poi, dopo un certo tempo, finì in Grecia. In questo paese
fu pure arrestato per la mancanza dei documenti. Tornato nella
Turchia asiatica, sperava di raggiungere l’Europa su un camion,
invece gli dissero che si sarebbe dovuto imbarcare per raggiungere
l’Italia. Quando i trafficanti gli comunicarono che avrebbe dovuto
proseguire il viaggio per mare, temette di morire affogato. Lo
rammaricava soprattutto l’idea di non poter più rivedere la madre.
La traversata durò cinque giorni. Ad
un certo punto, si trovarono senz’acqua e dovette bere l’acqua
del mare. In Calabria, non restò molto perché lì non potevano dare
asilo ad altri minorenni. L’asilo politico lo ottenne invece a
Genova, dove vive da allora. Qui è riuscito ad integrarsi, a
studiare(il suo più grande desiderio) e a trovare un’occupazione.
Oggi fa l’interprete per la questura e lavora al McDonald. Ha
anche preso parte a uno spettacolo teatrale, “Odissea dei ragazzi”,
organizzato dal teatro Cargo. A Genova vive vicino a San Lorenzo,
insieme ad altri due amici con cui divide l'affitto. Sente la
madre, al telefono ,una volta al mese.
Ha detto che Genova è ormai per lui
casa sua e che se la lascia per pochi giorni ne sente la mancanza.
Questo incontro mi ha molto colpita
perché sentire il racconto di una persona costretta a scappare dalla
sua casa, dal suo paese, patendo la fame, la sete, il freddo,
rischiando la propria vita,è diverso che vedere delle immagini in
Tv .
Io sono troppo piccola per capire certe
cose. ma vorrei solo che non ci fosse la guerra che le persone
potessero vivere in pace a casa propria.
Ho trovato i miei sponsor per la Pace
di corsa 2016 e spero che la nostra classe partecipi con impegno. Io
cercherò di fare più giri possibile.
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